vaccino contro il papilloma virus: ma anche no.

Oggi è tutto sulle notizie che non girano…
nel primo articolo che vi riporto finalmente qualcuno fa la voce grossa contro la sperimentazione globale del vaccino contro il papilloma virus: era ora!

Nel secondo articolo invece scoprirete come ci sia il Cervarix tra i farmaci che hanno ottenuto facilmente l’autorizzazione commerciale che invece non avrebbe dovuto essere concessa, farmaci i cui nomi non sono stati dati alla stampa ma che cominciano a filtrare: il solito Aulin, il vaccino Cervarix, il similviagra Levitra, la Carboplyna, il Botolix.

VACCINO HPV: LA DENUNCIA DELLA RDB “1 MILIONE DI € E 4MILA RAGAZZINE UMBRE A DISPOSIZIONE DI UNA MULTINAZIONALE”

La forte denuncia del sindacato autonomo che invita la cittadinanza alla conferenza di domani, giovedì 17 luglio, nella sede di Via Xiv giugno n. 26

Spoleto - 16/07/2008 10:43

di Ettore Magrini (*)

 

 Dopo l’approvazione della DGR 84 del febbraio 2007, che - nonostante l’ampia documentazione scientifica  sui problemi di costo, efficacia e sicurezza della vaccinazione contro il papilloma virus -   la includeva tra quelle da erogare a carico del SSR,  almeno due avvenimenti avrebbero dovuto indurre al ripensamento la Regione:

 

-  il parere dell’autorevole Istituto Mario Negri di Milano (leggi sul retro), divulgato a  fine marzo, che sintetizzando la consistente mole di dati scientifici sul tema conclude che, per quanto promettente, la vaccinazione contro il virus HPV non è una priorità per la sanità pubblica italiana;

- l’inclusione del Cervarix tra le specialità medicinali che hanno portato il giudice Guariniello di Torino prima ad indagare sulla disinvoltura con cui l’AIFA ne approvava l’immissione in commercio e poi ad ottenere, a giugno, il completo ricambio dei vertici dell’Agenzia, a testimonianza delle enormi pressioni che ruotano intorno a questi nuovi vaccini.

 

Invece niente!!  La gara è stata espletata, i soldi impegnati, il vaccino è lì  e allora… si vaccina!!

 

 Dato che la vaccinazione avrebbe un costo stimato di 60 ml di € per l’intero Paese, a quasi un milione di € annui ammonterebbe il contributo del SSR alla multinazionale che produce il vaccino, per non parlare di quanto rende (circa 600€ per le tre dosi) la vaccinazione nelle donne in età fertile, offerta in modo selvaggio da più aree professionali senza una corretta informazione da parte pubblica sui reali rischi e benefici.

  Perché dobbiamo esporre le dodicenni umbre ad una vaccinazione i cui effetti a lungo termine non sono noti, per non parlare dei problemi che esistono per le donne in età fertile?  

 Inoltre il Ministro Sacconi ha annunciato di non voler confermare il recente decreto dell’ex Ministra Turco sui Livelli Essenziali di Assistenza e, con esso, la copertura finanziaria anche al vaccino HPV.

 Sottrarremo soldi ad altre attività efficaci pur di continuare a vaccinare?  Quante altre cose importanti che oggi non si fanno, si potrebbero fare con quel milione di  €?    Ad esempio: potenziare le attività di educazione sessuale all’interno dei consultori, potenziare lo screening per il cancro della cervice uterina con nuovo personale ostetrico, potenziare le attività di prevenzione nei luoghi di lavoro (se il trend viene confermato questo anno potremmo avere addirittura un nuovo record di morti sul lavoro in Umbria!), potenziare la prevenzione ambientale (il Tevere è una fogna a cielo aperto!), dare dignità contrattuale agli sfruttati “affittati” dalle agenzie interinali alla Sanità … 

 Pertanto è necessario prendere posizione su questa scelta sbagliata nel merito e ancor più nel metodo, perché

-          trasforma la politica sanitaria in “politica di servizio” agli interessi di privati;

-          calpesta il principio di precauzione;

-          allinea la nostra sanità pubblica con quella di paesi la cui popolazione, nella piena disinformazione, viene arruolata suo malgrado, per sperimentare nuovi farmaci.

 (*) Coordinamento Regionale RdB-CUB

articolo al link: http://www.tuttoggi.info/articolo-7389.php

LETTERA APERTA ALL’ASSESSORE ALLE POLITICHE DELLA SALUTE DELLA REGIONE PUGLIA PERCHE’ SI ATTIVI AL FINE DI OTTENERE E RENDERE PUBBLICO L’ELENCO DEI “FARMACI NON PERFETTI” IMMESSI IN COMMERCIO ED OGGETTO DELLA INDAGINE DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TORINO PER “DISASTRO COLPOSO”

La notizia di stampa relativa all’accusa formulata dalla Procura della Repubblica di Torino nei confronti di 27 persone, tra cui alti esponenti dell’Agenzia Italiana del Farmaco, di «disastro colposo per aver compiuto atti tali da porre in pericolo la pubblica incolumità», attraverso la diffusione di «farmaci non perfetti», ha preoccupato l’opinione pubblica tanto da indurre Il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi,a disporre “l’immediata costituzione di una Commissione d’indagine tecnico-amministrativa sull’Aifa (organismo pubblico vigilato dal Ministero, ndr) in relazione ai profili della tutela della salute dei cittadini e a quelli dell’efficienza del sistema interno di procedure e controlli con particolare attenzione alle tipologie di atti oggetto di indagine. La commissione, composta di tre autorevoli esperti, è incaricata di fornire le prime valutazioni nel tempo di una settimana e un più completo rapporto entro il 31 luglio 2008.”

Le associazioni di consumatori, i rappresentanti dei medici di famiglia e il farmacologo Silvio Garattini - appena hanno saputo dell’inquietante ipotesi di reato formulata da Procuratore aggiunto di Torino dott. Raffaele Guariniello - sono stati i primi a chiedere la divulgazione ufficiale dei nomi farmaci nel mirino, filtrati sui giornali: il solito Aulin, il vaccino Cervarix, il similviagra Levitra, la Carboplyna, il Botolix.

Anche Medicina Democratica chiede all’Assessore alle Politiche della Salute della Regione Puglia, dott Alberto Tedesco, di acquisire presso il Ministero e di rendere pubblico l’elenco dei “farmaci non perfetti” di cui trattasi in modo da tutelare la salute collettiva e di consentire ai consumatori comportamenti consapevoli.

Gino Stasi
Medicina Democratica - Puglia

tratto dal Meetup di Brescia, link : http://beppegrillo.meetup.com/55/messages/boards/thread/2887755/310

Esplosione centrale a gas ….

Willymonka segnala una di quelle notizie che in Italia non hanno diritto di cittadinanza e così mi pare giusto concedergliene un pò della mia…

in effetti a cercarne notizia in rete si fatica non poco… forse l’Italia non è interessata ai temi energetici, dev’essere uno di quegli argomenti d’élite, sapete, l’energia dico, forse a noi cittadini Italiani non interessa avere questo genere di notizie, potremmo deprimerci, perdere l’appetito, comincire a voler informarci e smettere di partecipare alle selezioni per il Grande Fratello e le Veline e stracazz* quella sì che sarebbe una crisi da cui non ci riprenderemmo più!

Avere notizie più dettagliate richiederebbe tempo che, come avete intuito, al momento non ho. Non so perché la centrale è esplosa, se era uno di quegli incidenti possibili solo sulla carta ma che ogni tanto tendono a diventare realtà o un piccolo incidente tipo m’è cascato il cerino nel serbatoio…

“L’esplosione del 3 giugno scorso che ha gravemente danneggiato l’impiento di produzione di gas situato a Varanus Island, gestito dalla compagnia americana Apache Energy, ha ridotto del 30 per cento le forniture in tutto il Western Australia, dove il gas viene impiegato per generare il 65% dell’elettricità destinata allo Stato. Il governo ha invitato i cittadini a ridurre i consumi energetici, mentre diverse aziende sono state costrette a ridimensionare le attività, e in qualche caso anche a chiudere i battenti. Nel frattempo, Apache Energy comunica che la produzione di gas a Varanus Island non potrà riprendere prima di otto settimane.http://italianmedia.com.au/public_html/index.php?option=com_content&task=view&id=6502&Itemid=2193

EEEEhhh… lo so, lo so: con tutti i guai che abbiano andiam mica a pensare a discutere dei pericoli delle centrali o della differenziazione delle fonti d’energia… intanto ad Agrigento mi pare di poter affermare che tutto tace sul versante del rigassificatore… si aspetta Lombardo che, notiziona, dà un colpo alla botte ed una al cerchio per i 4 termovalorizzatori che si dovevano costruire in Sicilia… avessi tempo ve la racconterei bene, un breve accenno:
per l’iter autorizzativo il precedente governo regionale decise di fare le cose così, un pò alla spicciolata, ad oggi ci sono delle condanne europee a cui attenersi ma le ditte che ottennero le autorizzazioni hanno anche le concessioni, i terreni e le amicizie… ecche vogliamo fare adesso???? ricominciamo da capo… macari con i bandi e le pubblicazioni stavolta? macari macari in regola ché accussì sapiddu cu è ca si presenta?
Nooooo… rifacciamo i bandi, li pubblichiamo e ci inseriamo una clausoletta di preferenza per chi aveva ottenuto l’autorizzazione precedentemente… noooo, cioè, rifacciamo il bando con la preferenza per chi ha i terreni e le concessioni… che poi sarebbero quelli che avevano vinto il bando di casa nostra… essendo che sono la solita ignorante limitata di comprendonio deduco che i vincitori del nuovo bando saranno le ditte vincitrici del vecchio bando… il che mi fa consolidare la fiducia nelle istituzioni, in questa classe dirigente, nell’umanità intera.

Cicli storici

Va bene, che non sono simpatica tanto lo si sa… eheheh: la premessa dovrebbe anticiparvi che il post è antipatico.

Uno di quelli in cui dico la mia… sapete (qualcuno no che non lo sa: è il mio blog, dico la mia) MICA è una pubblicazione, un prodotto editoriale, un organo di informazione, un sito specialistico, strafigo, stracult… no: questo è un bblog, qui potete leggere di quante volte evacuo e come vanno le vicende della mia famiglia, tra una cosa e l’altra ANCHE le MIE personali riflessioni sui massimi sistemi, che essendo mie hanno una caratteristica imprescindibile: le condivido. Se non le condividete non tenetene conto, non posso che ringraziare per l’attenzione, ovvio, vi voglio bene lo stesso, grazie di esistere, ma che qui si dicano banalità MICA determina sconvolgimenti nella vita delle nazioni! Cambiate canale, basta poco perché mi pare un tantino stupido (ma giusto un tantino) perdere tempo a far discussioni su qualcosa che si considera banale o altro epitetto a piacere.

Tanto io lo so da tempo che ci sarà sempre qualcuno che non la pensa come me, MICA mi sconvolgo per questo, e non ho mai preteso che la si pensasse come me a tutti i costi (sono contro la pena di morte anche per i delitti più efferati)

OK?

Conclusa la premessa…

cicli storici.

Perché non mi stupisce ricevere una mail in cui mi si invita in una mostra in cui il mito e la semplicità sono i protagonisti?

Mito e semplicità, per gli appassionati rimanderei al decadentismo per ritrovare le origini moderne dell’affermarsi del mito e del mito della semplicità… per altro non so se ne siamo mai usciti dal decadentismo…

E quindi (NON sono un critico d’arte, tutto quello che scrivo è frutto di mie speculazioni fondate sui ricordi confusi di un paio di paginette lette alle medie)… dove sarebbe la novità?

Mi pareva mancasse, in effetti, il manifesto artistico del ritorno al mito e alla semplicità…

Le voglie totalitariste le abbiamo.

Il controllo dell’informazione pure.

La propaganda di regime ce l’ho.

L’opposizione che non si oppone anche.

La superiorità della razza ce l’abbiamo eccome se ce l’abbiamo.

Gli artisti che si dissociano dalle mostre di stato ben vengano… ma almeno sui temi un po’ di originalità no, eh?

No, l’ho letto, l’ho letto con attenzione e mi pare scritto tra la fine dell800 o tra le due guerre mondiali… e la frammentazione dell’individuo dove la mettiamo? NO, lo sapete, amo Pirandello, ci fosse un posticino anche per lui…

Anticonformisti e antimoderni…

Il guaio è che c’è ggente come me che invece non è né l’uno né l’altro, ignoranti MICA semplici, e insomma invece di anticonformisti e antimoderni avreste dovuto scrivere in linea con la tradizione artistica dell’ultimo secolo e classicamente moderni, quella modernità iniziata oltre un secolo fa. Detto ovviamente da una conformista moderna… deduco.

Individualismo. Evasione dalla realtà. Mioddio la poetica del fanciullinooooooo???? Mi stava antipatica già alle media la poetica del fanciullino, figurati se adesso mi metto a discutere con novelli Pascoli!

E perché io già sono ignorante e se voi poi ci mettete le mistificazioni… m’incazzo eccheccazzo!

Ecchevedi nellle campagne ci sono le zanzare selvagge, i serpenti, i topi, i cani, le carcasse di gatti schiacciati, il fetore delle stalle. Ai bbbordi delle strade ci sono gli aliti che puzzano di alcool alle 8 del mattino, quelli che puzzano perché non hanno una casa dove andare a lavarsi ed in ogni caso non hanno abiti per cambiarsi. Non metterli nel tuo quadro ché deturpano l’effetto naif.

Certo che magari studiarlo il ‘900 all’ultimo anno di scuole superiori… e se la storia non la studia mi pare difficile che possa insegnare qualcosa! 

Volete che vi presenti io? Vi presento: individui che cercano il loro posto al sole conformandosi allo stereotipo dell’artista in voga negli anni del fascismo: droghe per indimenticabili visioni private, mitizzazione di qualunque cosa sia mitizzabile: da Odisseo alla ggente che vive ai bbordi.

Individualismo, nessun interesse ai cambiamenti sociali, solo la “protesta” per non essere considerati i grandi artisti quali voi vi sentite. E chi cavolo lo dice che siete grandi artisti? i vostri amici grandi artisti (o almeno da voi riconosciuti tali).

non ho visto le opere e quindi potrebbe trattarsi di una pessima presentazione per una splendida mostra.

Oppure sono nervosa. Sì, carino, magari per farmi scandalizzare da una mostra però cercherò da qualche altra parte, senza offesa.

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in: on Luglio 3, 2008 at 11:19 am Commenti (7)
Tags: , ,

Made in Sicily

E’ il titolo del cd che sento in macchina, Made in Sicily, da un progetto di Alfredo lo Faro, con le splendide voci di Mara Eli e Anita Vitali

(qui la potete sentire in uno splendido duetto con Bobby McFerrin)

tra le più popolari le più belle, questo è certo, riarrangiate in un modo che… e l’effetto è che le ascolto e le riascolto.

In macchina, per andare nello studio medico, poi dal consulente, poi il caaf, poi prendere gli orari degli autobus per Palermo, poi telefonate quante telefonate interrotte a metà (ma che diavolo succede ai miei cellulariiiii????), poi tutte le persone che non sono riuscita a salutare, quelle che vorrei incontrare, i blog che non leggo e quelli che non commento, e ancora ospedali, nipoti con l’insolazione e i febbroni da cavallo, il vicino che ha deciso di fare una bella stalla accanto alla nostra casa al mare e così raffreddore da fieno, due cavalli che per belli son belli ma magari in un maneggio, mannaggia.

E incontri per caso per strada, incontri di chi ti ricorda, che bello quando qualcuno si ricorda di te e si riprende il discorso interrotto quando…? Tre anni fa, sì, tre anni, all’opera nella valle dei templi, ricordi? Che bello e adesso… ? Come morta, mi dice, Agrigento è come morta, sono anziano (no, che dici?) e ne ho viste ma adesso… non so, ho un progetto che a te piacerebbe ( che bello quando una persona sa qual è il progetto che a te piacerebbe) sentiamoci se sei libera, magari riusciamo di nuovo, ricordi?

E il rigassificatore?

Spallucce. Questa la risposta. Spallucce. Lo faranno. Lo faranno perché gli agrigentini non contano nulla, lo sanno dovunque che gli agrigentini non contano nulla, anche gli uomini politici agrigentini non contano nulla ormai, qualche anno fa ancora-ancora, adesso meno di niente. Ma come? E il Ministro? Sorrisi ironici.

Riesco a prendere gli orari di apertura della mostra dedicata a Pirandello, Luigi caro, chissà come reagiresti al rigassificatore sotto il tuo cielo, chissà, ci vorrebbe il tuo umorismo per raccontare cosa vogliono fare alla nostra città, ci vorresti tu ed un palcoscenico vuoto, il rumore del mare, san Calogero nero che rientra nella sua chiesa sprofondata, un rigassificatore alla sua destra, alle spalle un termovalorizzatore, poi in senso orario una maxidiscarica e infine, sotto il castello di Palma di Montechiaro, sotto lo stemma del Gattopardo, una centrale nucleare. Da destra a sinistra in senso orario, sullo sfondo centinaia di pale eoliche ruotano agitate dal vento africano…

Al centro san Calogero chiede la grazia di tornarsene in Africa mentre un giovane chiude il niente dentro la sua valigia da portare lontano da qui.

Aveva torto don Fabrizio, non dovrà cambiare tutto per far restare tutto com’è, non più, qui non cambierà più nulla mentre tutto attorno cambia, paesaggi, aria, serre, incidenza dei tumori e… non posso farci nulla, poi a me turbano le piccole cose: dove sono finiti  i pipistrelli? perchè non c’è più nemmeno un solo pipistrello?

E lo so che dovrei rispondere ai commenti, ma se rispondo ai commenti non riesco a scrivere e raccontarvi di me, ho pochissimo tempo a mia disposizione… Mariottola… è che ci sono momenti in cui è necessario pensare agli altri e momenti in cui si può pensare a se stessi, ma poi… c’è che quest’altri in realtà sono me ed io sono loro. C’è una sola cosa che mi dispiace è non essere divisibile per due (potendo poi anche per tre o quattro) , non essere lì e qui, potendo poi sarei anche là e qua… porc come si fa a farsi bastare una vita???!!!!!

Nemmeno il tempo di aggiungere il link di un nuovo amico, di parlare con mia madre! (eppure viviamo nella stessa casa adesso), di scrivere alle sorelle geograficamente lontane, ancora ospedali nella voce priorità per il momento. E questo post per raccontarvi di me e chiedere scusa a tutti per tutte le assenze.

Vi abbraccio.

Pubblicato in: on Luglio 1, 2008 at 2:28 pm Commenti (1)
Tags:

Fili

Uno di quei momenti in cui occorre ridefinire ogni cosa… in effetti è da giorni che vorrei scrivere un post dal titolo “Tengo famiglia” non ho pensato al contenuto, mi divertiva il titolo perché effettivamente sintetizza quello che è successo alla mia vita trasferendomi da Verona ad Agrigento. Adesso tengo famiglia. Non ho più un lavoro e quindi metà del tempo se ne va in ricerca dello stesso e da queste parti non è che lo trovi dietro l’angolo… l’intera giornata la trascorro ripetendomi di non farmi prendere dall’ansia, la scelta è fatta, adesso devo arrangiarmi.

Di positivo c’è tanto, ma è un altra vita e non meglio o peggio di quella che avevo solo pochi mesi fa, è un’altra cosa, di certo non ho più a mia completa disposizione il tempo, devo cederne un poco per ciascuno dei miei affetti. Quindi, ad esempio e purtroppo, ogni mattina si deve andare al mare con i bimbi per un paio d’ore, eeehhh… son sacrifici, cosa credete!!!!

Non è facilissimo e non è difficilissimo,  perdi alcune cose e ne guadagni altre, la vita continua il suo corso fregandosene come al solito dei miei progetti e va bene, a me va bene anche così, tanto qualcosa per cui vale la pena me lo trovo sempre…

Da qualche parte scaccio i pensierini neri che ovvio qualcuno arriva a tradimento, magari un attimo di stanchezza, dormiveglia e tacchete! ecco che spunta una voce negativa in bilancio, quelle cose che “poteva andare diversamente” ed invece no, è proprio andata così e non c’è né colpa né onore, pensiamo al presente.

Il presente. Ho la sindrome del “al nord è tutta un’altra cosa” e poi non lo penso, non amo il paragone, eppure mi sfugge. M’è sfuggita quando dopo aver messo il mio bel parchimetro… un posteggiatore abusivo m’è venuto a chiedere i soldi per “taliarimi la machina”… ho tentato la protesta, giuro che ho tentato di ribellarmi spiagando che avevo già versato l’obolo al Comune ma niente da fare, ostinato e quasi mendicando il tizio ha insistito, al punto che ho ceduto. Vergognandomi per non aver adempiuto al mio dovere di cittadina: chiamare un vigile e denunciare l’abuso. Per una settimana ho dovuto discutere con chiunque perché “in fondo si tratta di un padre di famiglia”… Così ho pensato che potrei farlo anch’io: mi metto in una via con le strisce blu e chiedo un euro a macchina, al limite potrei dire che sono una zia di famiglia e non avete idea di quanto costi essere una zia di famiglia ai giorni d’oggi!

E’ così strano sentire la solidarietà, respirare la presenza dell’altro, non sentirsi al pari di un arredo urbano, cogliere sguardi, sorrisi, propensione al reciproco aiuto e poi… poi un sottile senso di regole non scritte e l’arroganza del potere. Vorrei darvi la bellezza di questa terra perchè è bella, perchè commuove e strugge e allaga il cuore e poi invece… qui a raccontarvi solo le brutture. Ma è come vedere una splendida donna maltrattata, umiliata, non si riesce a cantarne la bellezza, vien voglia di battersi per riscattarla.  E questo nulla toglie alla bellezza ed alla ricchezza di questi luoghi.

Pubblicato in: on Giugno 26, 2008 at 7:23 pm Commenti (7)
Tags: , ,

Riflessioni mafiose

Mi sto facendo una cultura, com’era prevedibile.

La cosa ovvia sin dall’inizio è che il mio senso della legalità mi porta a filtrare diversamente la realtà, non è cosa da poco né un atteggiarsi, essere figlia di un “servo dello stato” ti fa essere dall’altra parte della barricata, hai il privilegio di avere un’educazione alla legalità in una terra in cui l’educazione è alla mafiosità.

Parole dure, dure parole; forse le cose sono diverse per le nuove generazioni così come erano diverse per quelle precedenti alla mia… quelle precedenti alla mia, sorrido: la mafia rurale che nessuno riesce a condannare, quella che non la chiameresti criminalità… a meno che non sei un giovane carabiniere venuto dal nord e si scontra con l’assenza della consapevolezza dello stato nella popolazione, che si scontra con l’antistato.

C’è che davvero ancora oggi è difficile parlare di mafia con chi vive in terre mafiose.

Una cosa su tutte: le cose davvero tremende non le fanno mai i mafiosi, sono sempre altri, altre mafie, altri clan, altri gruppi. Insomma la mafia ancora gode di rispetto, questa la sensazione.

Ma occorre fare scelte di campo e togliere le santificazioni, capire che sono al meglio retaggi del passato al peggio EDUCAZIONE. Lo scrivo maiuscolo, perché venga colto meglio, perché possa essere il punto di partenza di una riflessione sulla mafia.

La mafia educa. Questo il suo modo per radicarsi ed educa come un bravissimo pedagogo, fornendo esempi e impartendo lezioni, ma per farlo le si deve riconoscere autorità.

Questa la differenza. Per me e per molti altri la mafia è un’organizzazione criminale, nata come organizzazione criminale, che uccideva per imporre la propria autorità, che ha creato un antistato, che ha organizzato una società piramidale meritocratica su basi feudali e terriere. Meritocrazia data dall’asservaggio, dalle capacità di accettare e non recar danno alla struttura ai vertici. Leggi non scritte spesso in contrasto con le leggi scritte.

Una gestione del potere arrogante, una giustizia sommaria, la pena di morte come soluzione finale delle controversie.

No, non può avere nessun tipo di rispetto una struttura di questo tipo, ancor di più se si considera che veniva imposta con i non detto, con l’imposizione dei confini entro cui brucare.

Non conferire alcuna autorità educativa alla mafia, questo il primo passo, capire che essere uno schiavo ricco non toglie nulla alla propria condizione di schiavo.

Uno stato di legalità deve garantire ai propri cittadini la libera espressione della propria personalità, delle proprie capacità, educa al rispetto di regole valide per tutti, stabilite nei secoli, che tiene conto dei progressi di civiltà delle nazioni. Dei diritti fondamentali dell’individuo. Di ogni individuo, che ci piaccia o no. E sembrano parole banali, buone per comizi elettorali…

Dire che “in ogni caso oggi la mafia non è più quella di una volta” significa ancora conferirle dignità, ancora si riconosce una mafia buona, una mafia che non è mai esistita. La mafia nasce dalla prepotenza dei propretari terrieri, nasce dall’imposizione del dominio dei forti sui deboli attraverso l’uso di questa forza e l’abuso delle altrui debolezze, spesso solo generate dalla sfiga di nascere povero.

Discorsi lontani, noiosi, inutili? Mai come in questo momento è necessario ricominciare a farli, la mafia è entrata nella gestione del potere statale, è nelle sedi legislative, si è alleata con la massoneria, con la politica, con la finanza.

Si è alleata? Forse sarebbe più esatto dire che si è infiltrata e infiltrandosi ha cominciato a corrompere, a contaggiare con le sue logiche.

Ma ancora è possibile far la differenza tra chi è funzionale alla mafia è chi è mafioso: il mafioso è un criminale. E non importa se è diventato sindaco o segetario di partito, resta il fatto che è un criminale. Il politico che sistema le cose per conto del mafioso non è altro che un suo strumento, il politico che sistema le cose per i propri traffici criminali… è un criminale.

No, non è inutile ripeterle queste cose, forse ce le siamo dimenticate, qualcuno non le ha mai volute capire, altri non le capirebbero nemmeno se venisse mostrato loro il cadavere di una vittima della mafia. O le statistiche di emigrazione della propria terra.

 

 

 

 

Walter come Cappuccetto Rosso?

Il capo dell’opposizione che non c’è s’è svegliato ed orrore invece della nonnina ha trovato le fauci del lupo!

Accidenti se vien voglia di picchiarlo! A Capuccetto Rosso, non al lupo, il lupo fa il suo dovere di lupo, lo sapevano tutti tranne Walter che a fidarsi dei lupi non ci si guadagna!

A bene, caro, adesso cosa stai lì ad urlare? Guarda che noi lo sappiamo da tempo che c’è il lupo, e da tempo ci stiamo organizzando per non farci sbranare. Una delle strategie per non farci sbranare era quella di non eleggere come pastore uno che non sa distinguere un lupo da un agnello. Ché è cosa che dà poca fiducia agli agnelli!

Vero, se il lupo è al suo posto di lupo è anche colpa mia che non ho scelto il pastorello Walter… ho capito, ma Walter non lo sceglierei come socio se dovessi avviare un’impresa, abbiamo idee gestionali diverse, io, ad esempio, in Afghanistan o in qualunque altro luogo, non ci voglio andare a fare la guerra.

Eri il male minore ma vivere di mali minori è poco dignitoso, questione di scelte di vita, di coerenza, di non voler iniziare a vivere mettendo le toppe ai danni delle altrui furbizie…

C’è che sempre e ancora e spero anche domani io vorrei vivere in un posto migliore di quello del meno peggio.

Adesso Walter sta alzando la vocina, s’è anche quasi incazzato, quasi, insomma fa l’offeso e non vuol più parlare con Berlusconi.

Non so se tra moglie e marito vi risulta che sia sano mettere il dito…

Fatto è che a me continua a sembrare una pagliacciata, mentre in Italia c’è chi sa di star rischiando la galera solo perché fa informazione, mentre in Italia (quella vera, non quella che vede Walter) c’è una gravissima crisi democratica, mentre in Italia ci sono cittadini che combattono battaglie di tutti da soli, drammaticamente da soli, mente in Italia c’è un’assalto ai diritti fondamentali… Walter dice che con Berlusconi non ci parla più.

Va bé, ne prenderà atto, immagino, il cavaliere, che, mentre eravate fuori dall’aula, si approvava la sua leggina del giorno…

Opposizione dura e senza paura eh?

Occhio a non respirare tutti insieme nei corridoi che potreste scaldare l’aria provocando un fastidioso aumento della temperatura!

Intanto la società civile, quella che non va più alle urne grossomodo insieme a quella che c’è andata ostruendosi chirurgicamente il naso, (e sì, persino qualcuno che preso da un’ondata di ottimismo aveva voluto vedere in Veltroni il novello Obama) si organizza come può, senza tentare di far movimento o costruire alternative politiche, ma lottando seriamente e quotidianamente, facendo esperienza di cosa significhi fare resistenza. Civile e non violenta.  

 E… vi presento il vignettista del momento, andate a visitarlo e capovolgetevi dalle risate!

Cassandrerie: la stidda agrigentina.

E lo sapete: ogni tanto devo sfogarmi e lasciare uscire i pensieri più assurdi o rischio l’implosione!

Innanzitutto vorrei mettere una massaia alla guida della Regione Sicilia, una di quelle splendide donne che con entrate finanziarie minime riesce a gestire una famiglia e garantire un’istruzione ai figli, sempre meglio di quello che abbiamo e visto che è storicamente dimostrato che il patriacato ha fallito comincerei col togliere agli uomini il diritto di voto…

eheheh… rigurgiti femministi? macché, quella è preistoria, io sono oltre: il potere alle massaie!

Va bene, l’ho detta, non chiedo nemmeno perdono.

E’ che vista da qui la situazione è disperata: la sinistra istituzionale è defunta, ma poiché esiste ancora un centro ed una destra  i conti non tornano…

Mentre tutti paventano un ritorno della dittatura stile anni ‘20 io lamento che almeno quella fu un età di lotta alla criminalità organizzata, non ho fatto studi approfonditi ma secondo voci accreditate il duce a cui Berlusconi gongolando si ispira non aveva alleanze mafiose…

E quindi rivendico un primato tutto berlusconiano: aver portato la criminalità organizzata al potere.

Va bene, lo so, verrò internata, lasciatemi sragionare fino ad allora!

E’ che vedere un baciamafiosi come Ministro della Giustizia mi ha rotto gli equilibri mentali, per non dire del Presidente del Senato, sì, quello che ieri finalmente ha risvegliato Walter dal coma con la requisitoria contro la magistratura… Walter non rimetterti a sognare l’italia che non c’è, facci la cortesia!

Ho una speranza da delirio: non ci credo che mettere l’esercito per le strade sia una mossa adeguata, dovevano continuare a mandare i rambi nostrani in missioni strapagate, l’esercito italiano non ama gli scontri di piazza checché ne pensino i gagliardi e destreggianti politicuzzoli, nell’esercito l’alleanza la si fa con la massoneria, non con le mafie! E se metti l’esercito nelle strade quelli si esaltano, cominciano a pensare che possono portare ordine nel proprio paese e poi, si sa, non fanno molta distinzione tra delinquenti e criminali…

Eh stavolta la matassa non la sbrogli, Cavaliere,  ti stai costruendo un vespaio che ti si rivolterà contro!

Al limite ci transiti al fascismo, ma non ci sosti insieme a noi, se sei fortunato verrai liquidato con una bella carica di senatore a vita, manco la Presidenza, eheheh, non hai fatto le scuole di politica, hehehe, pari volpe e sei tacchino… eheheh

Quando la stagione delle pulizie arriverà verrai risucchiato dall’aspirapolvere… eheheh…

L’errore è madornale, a breve verrai cerchiato di rosso dalle potenze del resto del mondo e additato come amicizia da non frequentare, fai perdere prestigio, esserti amico significherà far allungare ombre su ogni capo di stato…

Eheheh… promuovere la mafia siciliana a classe politica e cedere la totalità dei traffici illeciti alla mafia campana può esserti sembrata una buona idea ma tsé tsé lungimiranza zero…

D’altra parte cosa pretendere da uno che per andare avanti ha sempre dovuto lavorare di toppe? Guardati, egregio signore, hai fallito tutto, in ogni campo, come imprenditore, come politico, come stratega…

uhauhauhaaaaaa

Senti già il fetido odore di carne bruciata? E’ la tua. Pensavi davvero di poter togliere il controllo del territorio alla mafia siciliana? uhauhauhaaaaaaa e regalarlo a quella campana? uhauhauhaaaaaaaa

Ti pare che puoi comprare l’onore? Non hai capito niente, sei un cacasoldi, non ne sai niente di leggi scritte e soprattutto non sai nulla di leggi non scritte. Hai presente? No, non hai presente, credi che qui si faranno da parte e diranno “s’accomodasse” quando arriveranno a voler spadroneggiare? Credi che siano quei quattro pupi a poterti garantire il controllo?  Credi che i siciliani partiranno tutti? Dimentichi 50 anni di antimafia, dimentichi che anche nelle nostre zone ci sono confini tra quello che si può e quello che no, persino la mafia sa sin dove si può esporre e dove meglio che faccia un passo indietro ché non porta mai niente di buono rompere troppo i coglioni.

I Siciliani sono isolani, si sentono siciliani, non hanno paesi di confine ma uno stretto bello alto e profondo e violento, fallo il ponte per tentare di avvicinarci, stai sbagliando a non farlo, non gioca a tuo favore e non credo siano gli ambientalisti a non fartelo fare, vero Silvio? Non sono certo le opposizioni a non permetterti di unire la Sicilia al continente…

 Ti pare che trasformi i nostri capimafia in servi del potere?

uhauhauhaaaaaaaa

O l’esercito in una banda di criminali prezzolati?

uhauhauhauhaaaaaaa

uuuuuuhahhahahhhahaaaaaaaaaaaaaaaa

E a chiunque si stia chiedendo cosa mi succede: provate voi a vivere nella provincia italiana con la più bassa qualità della vita e la più alta densità mafiosa!

Questo è il feudo della Stidda i cui esponenti baciano Ministri della Giustizia, la mafia più giovane e feroce, tò: emergenza rifiuti anche ad Agrigento… quella che fa più paura, quindi non voleteme se divento isterica e vaneggio… 

Bella, splendida, amata terra mia.

Non me ne vado più, statene certi, io resto qui a combattere.

Scoop: vaccino HPV rimborsato da Telecom!

Ah bè…

Ricominciamo. Questo è un blog ed io non sono un medico. Sono una disoccupata, diploma di ragioniera, attestato di operatore periferico di rete.

Ne consegue che qui non trovate articoli giornalistici e che non potete riferirvi a me come ad un esperta di vaccinazioni.

Sapete… meglio pararselo il cul* dopo la sentenza Ruta!

A sostegno che questo è un blog in cui io scrivo dei fattarelli miei avete a disposizione circa 400 post. Un centinaio di post sono invece dedicati al vaccino HPV (la premessa è lunga lo so, ma mica vorrete che venga oscurata, no?) che mi riguarda in quanto ho operato in ambito oncologico per circa 8 anni come segretaria. Come SEGRETARIA, va bene?

Mi riguarda perché mi riguarda anche la Birmania, la fame nel mondo, la realizzazione di un rigassificatore accanto alla valle dei templi. Nei blog infatti ci si fa i fatti degli altri oltre che i propri, si spettegola e si dice la propria opinione sui massimi sistemi e sui propri successi intestinali.

Premesso ciò…

La telecom ha deciso di rimborsa la vaccinazione contro l’HPV per le figlie dei propri dirigenti nate dal 1990 al 1996 .

Ah bé.

La notizia l’ho avuta per caso. Nessun link a sostegno, poi questo è un blog, non ho mica l’obbligo di citare le fonti, lo faccio quando mi va, quando ho un bel link, quando mi gira di farlo.

Lo so, non è mica professionale dare così una notizia ed infatti non è una notizia e io non sono una professionista della notizia. Questo è un pettegolezzo ed essendo un pettegolezzo come tale va trattato.

Spettegolando sulla telecom e il vaccino si potrebbero fare parecchie libere associazioni…

Non le farò, tanto sono certa che i miei 4 lettori ci arrivino da soli alle libere associazioni. Tutti gli altri lettori pseudo anonimi (vedete a in alto a destra? è un contatore, scarsissimo e gratuito ma sa fare il suo dovere) sono ferrati sull’argomento vaccini, quindi le associazioni le hanno ben chiare.

Per i giornalisti il discorso è diverso: so che non ci arrivate e dovrei spiegarvelo per bene, ma accidenti se continuate a visitare questo blog per avere notizie qualcuno dovrebbe riconsiderare la vostra iscrizione all’ordine dei giornalisti!

Vi ricapitolo la situazione: c’è un vaccino che non è stato sufficientemente sperimentato da un lato e dall’altro c’è una multinazionale sull’orlo della bancarotta per una bruttissima vicenda di farmaci killer.

il Vaccino viene approvato e i giornalisti di tutto il mondo (Italia esclusa) scavano in quella che senza sforzo appare chiaramente un’operazione intricatissima di inciuci tra finanza e politica.

In concomitanza col Vaccino della Merck viene approvato solo in Europa il Vaccino della Glaxo-Smith (ad oggi non ancora approvato dagli Stati Uniti)

Una bella guerra dei vaccini, insomma.

In Italia bho. Garantito: l’arrivo del vaccino in Italia è uno spettacolo di non so, non so per che fascia, non so perché, non so quale, non so se. E mentre si sussurrano i bho e i giornalisti si occupano di gossip viene messo in vendita nelle farmacie.

Il vaccino più caro della storia dei vaccini.

Che forse, poi, ed è la cosa che a me fa veramente piangere, non sono le donne che dovrebbero vaccinarsi, ma gli uomini.

A parte le discussioni puramente accademiche sull’efficacia, la sicurezza, la durata nel tempo e la possibilità che abbia una spiacevole controindicazione oncogenetica, il vaccino ha un iter abbastanza anomalo: viene somministrato solo quest’anno e solo alle dodicenni. Cioè (giornalisti: attenti!) non c’è un piano vaccinale, no, non è che ogni anno si vaccineranno le dodicenni, no, si fa solo quest’anno. 280.000 dodicenni. Poi non so, vedremo.

Cosa può significare una tale scelta? si chiede una segretaria diplomata ragioniera…

FORSE che meglio salvarne 280.000 che niente. Va bene, è una risposta, (visto che le domande me le faccio da sola e le risposte me le dò da me non vogliatemene se devo anche cercarmi le risposte che contestano le mie teorie!)

OPPURE che intanto compriamo 280.000 dosi di vaccino e mettiamo su un bel business oncologico su soggetti sani, ché fare un favore ad una multinazionale del farmaco male non fa, se poi sono due meglio ancora!

E nel frattempo studiamo se effettivamente il vaccino non è dannoso.

Vi state annoiando vero? sapeste io!

Ora la telecom potrebbe non essere l’unica che ha deciso che piuttosto che rimborsare in paio di occhiali meglio pensare alle figlie dei propri dirigenti (e i semplici impiegatiiiii?????!!!!) e che in fondo non è generoso pensare solo alle dodicenni, meglio abbondare, e magari ha anche pensato che lo farà ogni anno, quindi significa che (giornalisti… un caffé?) FORSE la vaccinazione non si farà solo quest’anno ma ogni anno e sarebbe un piano vaccinale avviato da un’azienda e non dallo Stato…

Lo so, questo è difficile che lo capiate. Ve lo rispiego: lo Stato Italiano ha deciso che copre la vaccinazione solo per il 2008 e solo per le dodicenni (ma le varie regioni hanno ampliato le fascie in relazione alla collocazione geografica… significa che più a sud d’Italia sei più sono state previste fasce d’età rimborsabili) sottolineo: solo per il 2008 e solo per le dodicenni.

La Telecom forse no, forse la Telecom mette il rimborso nel modulo prestampato e anche il prossimo anno e anche tra due anni e anche tra tre e dieci e venti, quando si studierà la vaccinazione HPV si dovranno chiedere i dati alla Telecom!

GGGRannndeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

“Sto facendo la tesi sull’introduzione della vaccinazione HPV in Italia, dal 2008 al 2028, potrebbe fornirmi i dati di tutti i dipendenti che richiesero il rimborso per le proprie figlie?”

Ma magari sono molte altre le aziende che metteranno il rimborso del vaccino, noi mica lo sappiamo ché del vaccino più controverso del mondo mica c’è un solo dannato giornalista che se ne occupi!!!!!

E per tutti i dipendenti telecom che adesso saranno costretti a tenere d’occhio questo blog: benvenuti, appena capisco come vi metto a disposizione una bella pagina in cui potete incontrarvi con gli altri miei silenziosi lettori… no, tranquilli, la stampa continuerà a considerare di nessuna importanza la vicenda… e questo è solo un blog!

Che esprime la propria solidarietà a Carlo Ruta, reo di aver continuato ad occuparsi del caso Spampinato.

 

Agrigento: ricordi d’acqua

Avevo 6 anni, ero arrivata dopo un viaggio di due giorni, un avventura il treno e le soste nelle stazioni, i nasi schiacciati contro il finestrino, la traghettata e poi la campagna agrigentina, il treno sempre più lento e finalmente casa!

A 6 anni ero in grado di lavarmi da sola a Cassano d’Adda, mamma interveniva per migliorare i risultati ma insomma me la cavavo bene da me… mi accompagnò in bagno per dirmi come fare.

Una bacinella bianca ed una caraffa. Il bidone di 5 litri che così potevo servirmi da sola. Riempi la caraffa e “con una mano versi l’acqua nell’altra mano e ti sciacqui il viso”. “L’acqua deve cadere nella bacinella che va svuotata in questo secchio per la raccolta dell’acqua da utilizzare come acqua da scarico dopo che sei andata in bagno…”

eeeehhhh??????

“… e il bagnetto?”

“no, il bagnetto quando viene l’acqua.”

“e quando <<viene>> l’acqua?”

“Mamà! Quannu tocca l’acqua?”

“Du simani”

Due settimane.

Ho sempre pensato di iniziare da qui il racconto della mia vita, non so bene perché, capisco che c’è un umiliazione che vuole essere raccontata, ho scritto cento volte quest’inizio e non sono mai riuscita a rendere quei momenti, quella voglia di piangere, quella fine del bel gioco di andare a vivere per sempre al mare. Così tanta acqua nel mare.

Tre caraffe d’acqua per fare una doccetta. In piedi dentro alla bacinella dentro la vasca.

L’autobotte si fermava sempre troppo lontana dal buco di ingresso per la maniglietta d’acqua, almeno due imprecazioni dell’autista per il recinto che andava abbattuto se volevamo che tornasse di nuovo a venderci l’acqua, mia madre contrattava, l’autista diceva che il prezzo non lo stabiliva lui e che se volevamo potevamo andare a lavarci a mare .

I cugini del nord ci guardavano come fossimo una banda di miserabili, venivano per 20 giorni e si facevano la doccia ogni volta che tornavano dal mare, mamma diceva che non li avrebbe invitati più. Aveva rotto tutti gli scarichi per l’occasione almeno così li costringeva a non sprecare acqua pulita per una pipì.

Il fontaniere è un mestiere pericoloso. Il fontaniere decide chi ha l’acqua e chi no, ma non può deciderlo di testa sua, il fontaniere deve rispettare i turni che dà il comune. Quando il turno salta non viene recuperato e se il turno è di 20 giorni significano 40.

Non so, forse due i fontanieri ammazzati, per questioni d’onore dicono i giornali, per mafia dicono le voci.

Sull’Espresso scopro che esiste una mafia dell’acqua ed è quella più potente nell’agrigentino.

Leggo che l’acqua c’è.

Ero adolescente quindi… anni ‘80. Da adolescente leggo che l’acqua ad Agrigento c’è e che ci fanno vivere come fossimo in guerra perché c’è una mafia che controlla l’acqua, i pozzi, la distribuzione, la vendita.

Credo che sia stato quello il motivo di tutto, forse per questo è dall’acqua che voglio far iniziare la mia storia, perché ho letto l’articolo e mi sono incazzata, perchè sino allora era stato che non c’era acqua e non potevo incazzarmi perchè non c’era acqua, anche se non potevo fare la doccia ogni giorno, non potevo lavare i piatti sotto l’acqua corrente, non potevo più nemmeno fare il bagno perchè la vasca serviva come contenitore d’acqua supplementare.

Iniziai a leggere. Picone che cercava il fiume sotterraneo di Agrigento e… bho, diventa un politico, inaugura un acquedotto che porta l’acqua da un altro paese dell’agrigentino e insieme fa costruire un giardino botanico e mica lo capisco ancora oggi perché si possa pensare di impiantare un giardino botanico in una città assetata…

e l’acqua che inonda le vie della città, come se ci fosse acqua nel sottosuolo…

E di nuovo oggi manca l’acqua. Pare che avere una rete idrica che fa … acqua da tutte le parti non giovi all’approvviggionamento idrico… ogni amministrazione spende per mettere le toppe e non ce la fa nessuno, ogni amministrazione spende per dissalatori ed acquedotti e dighe e niente, non ce la facciamo ad avere acqua nelle case.

 Anni ‘80, un articolo sull’Espresso, lì capii che la mafia era dentro le mie giornate, da quando mi svegliavo a quando andavo a fare pipì, dentro la mia intimità, dentro i miei momenti, i miei gesti, le mie necessità fisiologiche.

Allora non lo capii quanto fosse stato importante aver avuto quell’informazione, lo capisco oggi però, oggi lo capisco fino in fondo.